.....di Luciano hanno detto:

 

Mery Sperti (Gallerista)

 

..potrei definire arte senza alcun dubbio in quanto interiorizzano l'idea, il messaggio e la ricerca elaborando la materia e il materiale. Sicuramente è un bravissimo artigiano che sta cogliendo con chiarezza la via dell'opera d'arte elaborando una sua chiara identità... 

 

Sergio Pacco (Maestro Sculore)

 

....non ti manca la fantasia, nell’inventare sentimenti nuovi.. da orgoglioso autodidatta, diventerai  senza alcun dubbio un esponente di rilievo della scultura lignea, e racconterai il tuo tempo e il tuo divenire…

 

Giovanna Cardini (Galleria Art Expertise Firenze) 

 

Nato a Belluno, ai piedi delle Dolomiti, De Barba affronta e lavora con i suoi strumenti molti tipi di legno diverso, da quello di melo a quello d’olmo, d’abete e di tiglio; ne tira fuori figure umane, donne soprattutto,raffigurazioni più stilizzate, nate dallo incrociarsi di elementi scultorei nastriformi. 

 

 

Luciano vi aspetta:

Durante il periodo natalizio alcune delle opere di Luciano De Barba saranno esposte presso

 

l'Ottica "La Dolce Vista" in Via Roma, 17 a Trichiana

Venti antichi Cordignano 2018 (legno di cirmolo - 115X21X19)

 

 

 

 

 

 

 

Chi ha visto il vento? 

 

Ne voi ne io.

 

Ma quando gli alberi chinano il capo

 

vuol dire che il vento sta passando.

 

 

(Christina Georgina Rossetti -

 

poetessa britannica)

Genesi realizzata in legno di cirmolo (139X39X49)

E' per rinascere che siamo nati.

Ogni giorno.

(Pablo Neruda)

Premi e riconoscimenti:

2018 Segnalazione Giuria Premio Arte Fiera Dolomiti per l'opera "Miyu"

2016 Menzione d'onore Premio Artistico Contea di Ceneda e Tarzo per l'opera "Anime intrecciate

2007 Primo premio Giuria Popolare - Concorso di scultura Arte Natale Siror di Primiero (TN)  - "La Montagna e le sue fatiche"

         www.lucianodebarba.com

 

https://www.facebook.com/luciano.debarba

 

          lucianodebarba@libero.it

 

cellulare:+39 338 7779722 - 333 6318406

 

 

 

"...Si inoltrarono nel bosco vecchio puntando verso il Corno, la zona più selvaggia e quasi del tutto sconosciuta. I tronchi sembravano farsi sempre più neri e massicci, la nebbia sempre più fitta… il colonnello restò seduto ad aspettare il nuovo giorno e per la prima volta nella sua vita conobbe i rumori delle foresta… Ma due o tre volte, quella notte, ci fu anche il vero silenzio, il solenne silenzio degli antichi boschi, non comparabile con nessun altro al mondo e che pochissimi uomini hanno udito.

 

(tratto da Il segreto del bosco vecchio di  Dino Buzzati)