Luciano De Barba dalla terra al cielo

 

...Tra i rami dei grandi alberi mi sono arrampicato per guardare il cielo… con la loro frutta mi sono sfamato, con il loro legno mi sono riscaldato: a loro devo la mia vita…

 

Mario Rigoni Stern

 

Il significato degli alberi e delle piante si sta perdendo nel nostro mondo moderno ormai  dominato dall'Uomo, dalla tecnologia e dal progresso.
Un tempo non era così.

Un tempo la vita dell'Uomo stesso girava completamente attorno alla Natura e ai beni che questa gli donava attraverso gli alberi e le piante: frutti con cui cibarsi, materiale per costruire ripari o da ardere per produrre calore e luce, succhi, linfe e polveri con cui curare le malattie.

Lo scultore Luciano De  Barba nato a Belluno nel contesto delle Dolomiti, cerca di riprendere la tradizione della scultura in legno in una chiave del tutto contemporanea cercando di utilizzare diverse tipologie di legno dal  pero, tiglio,  pino cembro, ciliegio, larice al cedro, entrando in pieno contatto con la natura e la conoscenza profonda della materia.

Le sue sculture che tangono maggiormente le figure femminili, sembrano ergersi come angeli e divinità antiche, riprende il concetto stesso degli alberi che svettano con i loro rami verso l' alto, prolungando la radice tra quello che era prima di esser plasmato e come l'artista riesce a far emergere dalla materia  la forma e la sostanza, secondo il processo creativo tipico dello scultore.

La delicatezza delle sue figure inneggia un richiamo alla natura e contrasta con la durezza del materiale utilizzato. Il legno diviene pelle stessa delle sue opere, cercando di donare dinamismo e sensualità alle forme dure e rendendo il legno leggero, cerca di mantenere una forte plasticità dei volumi senza snaturare la materia che si manifesta sempre forte e vigorosa.
La conoscenza dell'Uomo stesso non poteva che passare attraverso l'albero e la pianta: tutte le domande e le questioni "importanti" su cui è basata la sua vita , la vita e la morte, il bene e il male, la conoscenza e la memoria, sono sempre state legate ad esso dagli "uomini di conoscenza", filosofi, saggi, sciamani, mistici, maghi, alchimisti, così la conoscenza dell'artista stessa che si pone come demiurgo della materia

 


Romina Sangiovanni

OnArt Gallry Firenze

 

 

 

 

 

 

 

"...Si inoltrarono nel bosco vecchio puntando verso il Corno, la zona più selvaggia e quasi del tutto sconosciuta. I tronchi sembravano farsi sempre più neri e massicci, la nebbia sempre più fitta… il colonnello restò seduto ad aspettare il nuovo giorno e per la prima volta nella sua vita conobbe i rumori delle foresta… Ma due o tre volte, quella notte, ci fu anche il vero silenzio, il solenne silenzio degli antichi boschi, non comparabile con nessun altro al mondo e che pochissimi uomini hanno udito.

 

(tratto da Il segreto del bosco vecchio di  Dino Buzzati)